martedì, 01 dicembre 2009
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vecchio scarpone 2vecchio scarpone......
postato da: DianeDiPrima alle ore dicembre 01, 2009 15:37 | Permalink | commenti (1)
categoria:fotografia
lunedì, 30 novembre 2009
RobertDoisneau-LAccordeonisterueMouffetardParis1951-fullRobert Doisneau



Jacques Prévert mi conosceva bene e un giorno mi disse: “E’ sempre all’imperfetto dell’obiettivo che coniughi il verbo fotografare”. Un’immagine, un odore, una musica in tre tempi mi bastano perché riaffiori in me un ricordo personale.

Robert Doisneau


postato da: DianeDiPrima alle ore novembre 30, 2009 20:57 | Permalink | commenti (15)
categoria:musica, arte, fotografia
lunedì, 30 novembre 2009

Post it

Tutti gli anni è cosi'...non vorrei mai cominciare a tirare fuori gli scatoloni con tutti gli addobbi di Natale.
Mi prende una sorta di malinconia già a cominciare dai primi di dicembre.
Forse mi infastidiscono tutti gli spot alla televisione
Commercializzare commercializzare commercilizzare
tutto
sempre,
che aridità.
Io il Natale lo sento
nel cuore
  lo annuso nell'aria
vorrei vedere candele
al posto delle luci elettriche
ed i regali
dovrrebbero essere
abbracci
a tutti coloro
che mi vogliono bene
e che  lo dimostrano
con l'affetto
e la sincerità.CandleRedSqure Pictures, Images and Photos







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postato da: DianeDiPrima alle ore novembre 30, 2009 11:03 | Permalink | commenti (2)
categoria:varie, rock, attualità
sabato, 28 novembre 2009




E in una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte
c'è più sensualità che nel vero e proprio atto d'amore.
(
Dacia Maraini)


carezza1db4abbraccio2Stretta di mano

postato da: DianeDiPrima alle ore novembre 28, 2009 19:26 | Permalink | commenti (12)
categoria:musica
venerdì, 27 novembre 2009
Ho letto da  AMALTEO una sua recensione di un film che non avevo mai visto:PARIS TEXAS
Non potevo non approfondirne anch'io la conoscenza e ho scoperto un film che parla di un viaggio interiore ,un viaggio come quello che un po' tutti noi vorremmo fare ad un certo punto della nostra vita.
Tornare indietro nel tempo,ricomporre i cocci, e ripartire da un punto fermo.
"Ma questa volta non sarà più un vagare senza meta: ora può dare alla sua vita nuovi significati perché è passato attraverso il dolore e la riconciliazione."


In questi giorni ho anche pensato di ricomporre tutti i post sui film che mi sono piaciuti ,qui, in questo piccolo spazio  appena iniziato ma che cercherò di arricchire.


roGrazie a tutti voi!




PARIS TEXAS


paris_texasParis, Texas: un non-luogo, l’errore di qualche cartografo distratto. In apparenza. Road movie dell’anima, smarrito vagare di sguardi e ricordi, cieli tersi e terreni polverosi, persone come macchine che hanno “forato” lungo il percorso della loro esistenza, brandelli di umanità dispersa in the middle of nowhere. La polvere qui nel cuore del deserto del Mojave è venuta ed è intenzionata a restarci, tu invece puoi stare o andartene, fa lo stesso (questo recita un eloquente cartello appeso ad una trave nel bar all’inizio del film). Travis è uno intenzionato a restarci. Travis (un Harry Dean Stanton mostruosamente grande) è un uomo che ad un certo punto del suo “viaggio” si è improvvisamente scoperto inadatto al ruolo che la vita gli stava confezionando addosso di marito e di padre. La percezione di un fallimento esistenziale lo ha spinto ad intraprendere la più dolorosa delle fughe. Desiderio di deserto, desiderio di “nulla”, soltanto silenzio. Una fuga a rebour, un rifiuto totale del presente, una volontaria separazione dalla realtà che prelude al desiderio di ristabilire una connessione profonda con il passato. Il passato è una vecchia fotografia di un pezzo di terra (il “suo” pezzo di terra, quello dove probabilmente i suoi genitori lo hanno concepito e quello che lui ha comprato per corrispondenza all’inizio del suo matrimonio) a Paris, Texas, USA. Scavare nella sabbia scura e limacciosa della memoria. Ripescare uno ad uno i frammenti scheggiati che compongono il quadro del nostro “essere stati” (un quadro sempre e comunque importante, perché senza quell’essere stati oggi non saremmo qui). Portare alla luce seppur con lancinante sofferenza i nodi irrisolti, gli errori commessi ed i traumi subiti, che pesano come macigni sul nostro “essere ora”. Ricomporre il nastro interrotto del vissuto per poter “essere domani” (nella estensione-proiezione di un rapporto padre-figlio). Non ci può essere futuro senza passato, non si può avere una meta senza sapere da dove è cominciato il viaggio, non è possibile scrivere una storia che abbia un bel finale senza averne scritto un inizio (e non importa se sia bello e brutto, l’importante è che sia ben presente e chiaro a noi stessi). Travis dall’incontro col figlio ritrovato e dal ricordo dei genitori trae la forza per riallacciare i rapporti con sua moglie (la bellissima Nastassja Kinski). Il suo scopo è la ricomposizione di una frantumata unità familiare. Da questa unità, una volta raggiunta, egli si chiamerà fuori. Travis è un rabdomante nel deserto, un assetato cercatore d’acqua (sollievo, conforto, verità), un Ulisse impegnato nella sua Odissea esistenziale, e come tale destinato alla solitudine. La sua dimensione è il cammino. Un silenzioso cammino.

Uno dei film più sentiti, appassionati, vibranti di Wenders, vincitore con pieno merito della Palma d’Oro a Cannes nel 1984. L’ampollosità letteraria ed il cerebralismo tipici del regista qui sono intelligentemente messi da parte, ed il film si snoda senza intoppi lungo una narrazione piana, delicata, solenne, fino al memorabile finale. I luogi in cui la pellicola è stata girata sembrano aver avuto una fortissima influenza sulla positiva riuscita del film stesso. Per la prima volta con “Paris, Texas”, Wenders non realizzò storyboard prima di girare, proprio per cercare di realizzare riprese che fossero il più possibile plasmate direttamente sui luoghi e che fossero il meno possibile costruite in base alla memoria cinematografica dei luoghi stessi (parliamo della Monument Valley). Visivamente il film è un succedersi di grandi (talora grandissime) inquadrature splendidamente illuminate e girate con un grandissimo “senso dello spazio”. La sceneggiatura del film è ispirata al romanzo “Motel Chronicles”, di Sam Shepard (il quale ebbe un ruolo essenziale anche nella stesura dello script: è interamente suo per esempio il grandioso doppio monologo finale allo specchio nel peep-show). Monumentale commento musicale della chitarra acustica di Ry Cooder: ora lama che lacera, ora mano che accarezza, ora pennello che disegna malinconia in uno stellato cielo messicano di frontiera.


www.cinedreome.splinder.com



 






postato da: DianeDiPrima alle ore novembre 27, 2009 07:20 | Permalink | commenti (8)
categoria:riflessioni, film
giovedì, 26 novembre 2009


Si tratta di Sera sulla via Karl Johann, in cui l'artista dipinge i diversi passanti (in particolare si tratta di borghesi) come uomini disumanati, quasi scheletri, che sembrano seguire una marcia funebre ed egli, l'artista, un'ombra che cammina in verso opposto. Scriverà Munch nel suo diario:
"Mi ritrovai sul Boulevard des Italiens - con le lampade elettriche bianche e i becchi a gas gialli - con migliaia di volti estranei che alla luce elettrica avevano l'aria dei fantasmi"





E NON CHIEDERE NULLA

Uomini che paiono scheletri.

Occhi che sembrano chiedersi il perchè di tanti silenzi.

Solitudine .

E non chiedere nulla.

 


postato da: DianeDiPrima alle ore novembre 26, 2009 11:17 | Permalink | commenti (6)
categoria:arte, senza un perchè, sulla via di damasco
mercoledì, 25 novembre 2009


Non si capisce perché quasi sempre i sogni, proprio nel momento in cui, come specchi fedeli dell'anima, stanno per svelare al soggetto i suoi intendimenti nascosti, si interrompono.
postato da: DianeDiPrima alle ore novembre 25, 2009 07:25 | Permalink | commenti (8)
categoria:arte
martedì, 24 novembre 2009



Il tempo cambia molte cose nella vita
il senso le amicizie le opinioni
che voglia di cambiare che c'è in me
si sente il bisogno di una propria evoluzione
sganciata dalle regole comuni
da questa falsa personalità.
Segnali di vita nei cortili e
nelle case all'imbrunire
le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti.
Rumori che fanno sottofondo per le stelle
lo spazio cosmico si sta ingrandendo
e le galassie si allontanano
ti accorgi di come vola bassa la mia mente?
È colpa dei pensieri associativi
se non riesco a stare adesso qui.
Segnali di vita nei cortili e
nelle case all'imbrunire
le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti.
Le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti.

Lyrics: Segnali di Vita, Franco Battiato

 
Leggevo questa mattina da Edo una sua poesia molto bella.
"Sogni di vita"
Volevo suggerigli questo nuovo titolo.
"Segnali di vita"
Poi mi sono accorta che è anche il titolo di questa canzone.
Molto bella direi.
Molto vicina al mio sentire di oggi.

 
postato da: DianeDiPrima alle ore novembre 24, 2009 10:29 | Permalink | commenti (6)
categoria:musica
lunedì, 23 novembre 2009

 

pausapranzo_big

Saltare il pranzo fa male. La pausa è importantissima e non bisogna evitarla, non solo perché si andrebbe incontro a un calo di zuccheri che di fatto ridurrebbe l'efficienza sul lavoro, ma anche perché serve a staccare un attimo la spina. A dirlo è il nutrizionista Pietro Antonio Migliaccio in un commento al suggerimento di Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma di governo, di eliminare la pausa pranzo come ha fatto lui.

Il Ministro probabilmente non sa proprio immaginare come ,a volte, le persone siano stanche già all'ora del pranzo.

Il ministro probabilmente non immagina la vita, ad esempio, dei pendolari.

Io lo so,perchè l'ho fatto non per tantissimo tempo.Un anno intero. Però mi sembra sufficiente per poterne parlare.

Pavia Milano.Milano Pavia.

Partenza da casa alla mattina ore 6,45.

Arrivo in ufficio alle ore 8,59   dopo avere viaggiato in macchina con il freddo ,la nebbia, la pioggia oppure il sole già cocente a quell'ora.

Io alle nove del mattino praticamente mi ero già sorbita un'ora e mezzo di traffico.

Voglio vedere se lui alle lui alle 12,30 non andrebbe almeno per mezz'ora a prendersi un cappuccino o qualche cosa di caldo.

Certo non abbuffarsi.

Dopo le ulteriori quattro ore del pomeriggio, quando andava bene,ancora macchina e circa due ore di tragitto,alla sera c'è ancora piu' traffico.

Arrivo a casa ore ore 19,30.

Per cinque giorni consecutivamente.

Altro che calo di zuccheri.

Mi viene in mente questo video........per sorridere un po'.

 
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postato da: DianeDiPrima alle ore novembre 23, 2009 23:08 | Permalink | commenti (7)
categoria:attualità
lunedì, 23 novembre 2009
Picture 4 Jessica Bruah]


A volte capita anche questo.
Buona settimana a tutti!!


Ps. Io ho deciso di non guardare più la tv! E soprattutto il TG..... su tutti i canali.
Mi mette ansia e mi fa stare male.





Proviamo a fare un sondaggio??

Oltre che rispondere si o no

su altre:potete dare una vostra risposta libera.






 

Se volete...fate girare questo post.
postato da: DianeDiPrima alle ore novembre 23, 2009 07:06 | Permalink | commenti (7)
categoria:out , attualitÃ